Filtro HEPA: Che cos’è e come funziona

Hai comprato un purificatore per l’aria o una scopa elettrica e ti è stato detto che al suo interno si trovano dei filtri HEPA, ma non hai idea di cosa siano?

Partiamo dall’inizio: HEPA è l’acronimo di High Efficency Particulate Air, termine con il quale vengono identificati filtri composti da diversi strati in microfibra separati tra loro da divisori in alluminio. Questi filtri, bloccando il particolato, ossia le particelle solide inquinanti, purificano i liquidi e i gas che li attraversano. In questo articolo ti spiegheremo come funzionano e perché risultano particolarmente utili.

Le origini dei filtri HEPA

I filtri HEPA non sono certo un’invenzione recente. Sembra infatti che nel corso del secondo conflitto mondiale venissero impiegati per creare in sicurezza le bombe atomiche, in quanto riuscivano a bloccare le componenti radioattive rilasciate durante la lavorazione.

Grazie alla capacità di bloccare non solo gli agenti inquinanti, ma anche batteri e virus, a partire dal 1983 trovarono impiego nelle strutture ospedaliere, in ambito scientifico e nella realizzazione di elettrodomestici come aspirapolveri, purificatori d’aria, scope elettriche e condizionatori.

Filtri HEPA: come funzionano?

Grazie agli strati in microfibra alternati all’alluminio, questi filtri “assoluti” impediscono il passaggio di almeno l’85% delle particelle di dimensioni superiori a 0,3 micron, le quali vengono bloccate per intercettazione, impatto e diffusione.

A quanto corrispondono 0,3 micron? Prova a immaginare un singolo granello di sabbia: è piccolo, non è vero? Eppure quel microscopico granello ha una dimensione di circa 90 micron!

Questo, come puoi intuire, significa che le particelle o meglio il particolato bloccato dai filtri HEPA non può essere visto a occhio nudo, ma solo utilizzando microscopi molto potenti. Eppure, anche a causa della sua dimensione, risulta molto insidioso per il nostro organismo, in quanto riesce a superare ogni barriera e a raggiungere i polmoni e persino il sangue.

In base alla dimensione, possiamo avere tre tipi di particolato:

  • ultrafine, di dimensione inferiore agli 0,1 micron, è il più pericoloso per la salute;
  • fine, di diametro inferiore ai 10 micron;
  • grossolano, ossia di dimensione al di sopra dei 10 micron.

I filtri HEPA vengono suddivisi in 5 classi di efficienza, le quali vanno dalla classe H10, in grado di bloccare non più dell’85% di particelle, alla classe H14, la quale raggiunge un livello di efficienza pari al 99,995%, ossia quasi assoluto.

HEPA, EPA e ULPA: attenzione a non fare confusione!

Quando si parla di filtri, è bene fare attenzione, perché alcune sigle potrebbero trarre in inganno. Questo è ad esempio il caso dei filtri EPA, spesso utilizzati negli aspirapolvere, la cui efficienza di filtraggio non va mai oltre l’85%. I filtri ULPA o Ultra Low Penetration Air sono invece equiparabili agli HEPA, ma con una potenza filtrante ancora superiore.

Se invece noti altre parole, numeri o sigle di fianco all’acronimo HEPA, fai attenzione: potrebbe indicare una capacità filtrante inferiore rispetto al tipo standard.

Filtri HEPA: perché utilizzarli?

Se hai letto l’articolo fino a qui, lo hai già capito: i filtri HEPA hanno un potere filtrante davvero eccezionale.

Spesso non ci si pensa, credendo che solo all’esterno l’aria sia inquinata e poco salubre, eppure la realtà è molto diversa. Al chiuso, indipendentemente dal fatto che si tratti della propria abitazione, dell’ufficio o di un negozio, l’aria è, rispetto all’esterna, anche 50 volte più satura di particelle inquinanti.

Come mai? Molto semplice: oltre agli agenti inquinanti provenienti dall’esterno, al chiuso si sommano le particelle prodotte dalle vernici, dai materiali degli arredi, dai detergenti utilizzati per pulire, dai gas, dal fumo e così via.

Insomma, purificare l’aria degli ambienti chiusi diventa fondamentale e i filtri HEPA possono fare davvero tanto per regalare un ambiente più salubre e respirabile.

I filtri HEPA possono bloccare anche gli agenti patogeni?

Da ormai quasi due anni siamo abituati a convivere con un virus molto insidioso, il SARS-CoV-2., la cui diffusione è legata, come quella di altri agenti patogeni, ai droplet.

I droplet sono le goccioline che si emettono starnutendo o tossendo, ma anche parlando, e che possono avere dimensioni variabili. I virus come quello del Covid 19 si annidano all’interno di queste particelle, le quali possono depositarsi sulle superfici oppure rimanere sospese nell’aria. I virus hanno dimensioni molto piccole; ad esempio, il SARS-CoV.2 ha una dimensione compresa tra gli 0,1 e gli 0,15 micron.

Riducendo la dispersione di droplet, di dimensioni più grandi rispetto ai virus, dunque più facilmente contenibili, si riducono anche i rischi di diffusione dei virus e il conseguente contagio.

I filtri HEPA, essendo in grado di bloccare anche il 99,995% delle particelle di dimensioni superiori o uguali a 0,3 micron, possono b, ma anche virus e batteri di dimensioni maggiori rispetto al SARS-CoV-2. Questo significa che, trattenendo le particelle, riescono a contrastare in modo efficace la diffusione del virus negli ambienti chiusi.

Lascia un commento